Valentina Giovinazzo

Fotografa proveniente da studi di pittura all’Accademia di Belle Arti. Conduce una ricerca nell’ambito della fotografia mistica. Predilige la pellicola di piccolo formato che stampa personalmente su carta baritata ai sali d’argento. Ciò che più la affascina è “l’ignoto”, i dettagli tralasciati, tutto ciò che è abbandonato a se stesso. L’istinto la induce a guardare con occhi sognanti oltre le mura di edifici abbandonati, come case o castelli, di cui immagina un possibile vissuto. Questi luoghi sono immersi in un silenzio tale da suscitare in lei la sensazione di essere osservata da oscure presenze invisibili all’occhio comune e fuggente di chi passa, per cui la giovane fotografa

sente il bisogno di raccontarlo attraverso i suoi scatti. In essi non è sempre figurata la misteriosa presenza, ma se ne percepisce comunque l’esistenza e il consapevole passaggio. Il mistero è il principio delle sue foto, e con esse racconta una storia, probabilmente la sua; esorcizza le sue paure intrappolandole negli scatti come se la pellicola fosse uno specchio, tale da obbligarla ad affrontare i mostri che essa stessa ha creato.